CHE COSA SONO
Le malattie neurodegenerative costituiscono un gruppo eterogeneo di patologie del sistema nervoso centrale ad insorgenza multifattoriale, a carattere sporadico o familiare, ad insorgenza subdola e decorso generalmente cronico, nella gran parte dei casi inesorabilmente progressivo. La loro caratteristica di rimanere a lungo silenti sotto il profilo clinico, per rendersi evidenti solo quando i danni alle strutture nervose (nuclei, fasci, neuroni e glia) sono in una fase avanzata, preclude praticamente qualsiasi terapia eziologica. Accanto ai trattamenti farmacologici “sintomatici” diventano così utili e sinergici i possibili interventi nutrizionali.
Molte malattie neurodegenerative sono particolarmente diffuse nell'età avanzata, con proiezioni a dir poco allarmanti. In Italia, per esempio, l'allungamento dell'aspettativa di vita ad 87 anni per la donna e ad 85 per l'uomo lascia prevedere che entro il 2025 si conteranno almeno 3 milioni di persone affette da una forma di demenza e ciò provocherà inevitabilmente una lievitazione della spesa sociale, che andrà ad aggiungersi alla sofferenza dei pazienti e al disagio dei loro familiari.
Le più comuni malattie neurodegenerative sono:
- malattia di Alzheimer;
- malattia di Parkinson;
- malattia di Huntington;
- sclerosi laterale amiotrofica (o SLA);
- sclerosi multipla;
- distrofia muscolare.
CAUSE
Nella maggior parte dei casi le malattie neurodegenerative sono sporadiche, vale a dire che non sono dovute a cause genetiche: quindi, parenti e figli di questi pazienti hanno la stessa probabilità di sviluppare la malattia della popolazione media. Pochi casi sono invece genetici, ossia hanno la loro causa in mutazioni ben precise, generalmente autosomiche dominanti.
Le cause delle forme sporadiche di malattie neurodegenerative sono essenzialmente ignote anche per le patologie sino a oggi più studiate. Si può parlare quindi solo di fattori di rischio, predisponenti o aggravanti. Un fattore di rischio noto è sicuramente l'età avanzata; mentre tra i fattori di rischio possibili rientrano il sesso, lo scarso livello di istruzione, l'esposizione ad inquinanti, i traumi cranici, la depressione, l'assetto ormonale ed immunitario, alcune carenze nutrizionali e una serie di malattie (ipertensione arteriosa, aterosclerosi, diabete mellito, infezioni, tumori).
Sono stati identificati anche fattori di rischio genetici, ossia la presenza di certe forme alleliche di alcuni geni che aumentano il rischio di sviluppare le malattie senza esserne la causa principale; tuttavia molti fattori di rischio restano da identificare.
Molto di più, invece, si sa sul meccanismo ovvero sulla patogenesi di questi disturbi che chiamano in causa difetti genetici, alterazioni psiconeuroendocrinoimmunologiche (PNEI) del sistema di regolazione, un'infiammazione silente e lo stress ossidativo. I neuroni sono infatti particolarmente sensibili all'insulto ossidativo in quanto usano l'ossigeno (insieme al glucosio) come fonte primaria di energia.
TRATTAMENTO
I margini d'intervento terapeutico nei confronti delle malattie neurodegenerative sono purtroppo assai ridotti e riguardano per lo più approcci in corso di sperimentazione. Per la sola malattia di Alzheimer si contano attualmente (2010) almeno dieci filoni di sperimentazione, che vanno da un sorta di vaccinazione attiva (nel tentativo di ottenere anticorpi che prevengono la formazione di aggregati tossici) all'uso di inibitori selettivi delle β- e γ-secretasi, le due proteasi che generano il peptide Aβ dalla proteina precursore amiloide, che va a formare aggregati e fibrille.
Strade seguite sono la messa a punto di nuovi farmaci o chelanti ionici capaci di ritardare l'aggregazione proteica o l'utilizzo di neuroprotettori, antinfiammatori e antiossidanti in grado di favorire la sopravvivenza di sinapsi e neuroni. La speranza di intervento non è affidata alla sola terapia, ma anche alla diagnosi precoce. È stata evidenziata una serie di biomarcatori in grado di manifestarsi prima dello sviluppo della malattia di Alzheimer e che quindi potrebbero fornire indicatori per intervenire precocemente.
Le patologie neurodegenerative possono trarre giovamento, a scopo preventivo e/o a supporto di trattamenti farmacologici specifici (spesso, purtroppo, di limitata efficacia nel medio-lungo termine), da una serie di interventi, tra cui la stimolazione cognitiva, il miglioramento dello stile di vita (alimentazione ed esercizio fisico) e l'integrazione nutrizionale.
SITI INFORMATIVI
Alzheimer Italia – Portale informativo sulla malattia di Alzheimer: www.alzheimer.it
Primo Ascolto Alzheimer Onlus: www.alzheimer-onlus.org
Parkinson.it – Sito italiano sulla malattia di Parkinson: www.parkinson.it
AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica: www.aisla.it
SLA Italia – Libera associazione contro la sclerosi laterale amiotrofica: www.slaitalia.it
ARISLA – Agenzia di ricerca per sclerosi laterale amiotrofica: www.arisla.org
SOLUZIONI DMF
I prodotti DMF della Linea Formind™ forniscono una serie di sostanze naturali in grado di modulare in maniera fisiologica alcuni dei meccanismi molecolari alterati in queste malattie, rallentando così il processo neurodegenerativo.